Augusta Ada Byron

10 dicembre 2012 ricorre l”anniversario della nascita di ADA LOVELACE.

Augusta Ada Byron, meglio nota come Ada Lovelace, nome che assunse dopo il matrimonio con William King, Conte di Lovelace (Londra, 10 dicembre 1815 – Londra, 27 novembre 1852), è stata una matematica inglese, nota soprattutto per il suo lavoro alla macchina analitica ideata da Charles Babbage.
Tra i suoi appunti sulla macchina di Babbage si rintraccia anche quello che è considerato come il primo algoritmo espressamente inteso per essere elaborato da una macchina, tanto che Ada Lovelace è spesso ricordata come la prima programmatrice di computer al mondo. Ada fu la sola figlia legittima del poeta Lord Byron e della matematica Anne Isabella Milbanke, e non ebbe alcuna relazione con il padre, che morì quando lei aveva solo 9 anni. Fin da giovane s’interessò alle scienze matematiche, e in particolare al lavoro di Babbage sulla macchina analitica. Tra il 1842 e il 1843 tradusse un articolo del matematico italiano Luigi Menabrea sulla macchina, che incrementò con un insieme dei suoi appunti. Questi studi contenevano quello che oggi viene considerato il primo programma di computer che consiste in un algoritmo codificato per essere elaborato da una macchina. Anche se la macchina di Babbage non venne mai costruita, gli studi della Lovelace sono importanti per la storia del computer. Ada Lovelace aveva previsto anche la capacità dei computer di andare al di là dal mero calcolo numerico, mentre altri, incluso lo stesso Babbage, si focalizzarono soltanto su queste capacità. (fonte WIKIPEDIA) Primi anni Ada Lovelace, nata il 10 dicembre 1815, era l’unica figlia del poeta lord Byron e di sua moglie, Anne Isabella “Annabella” Milbanke. Byron, e molti di quelli che lo conobbero, prevedevano che la bambina sarebbe diventata una “bambina prodigio”. Le venne dato il nome della sorellastra di Byron, Augusta Leigh, e lo stesso Byron la chiamava “Ada”. Il 16 gennaio del 1816, Annabella, per ordine di Byron, lo lasciò per andarsene a casa dei suoi genitori a Kirkby Mallory, portando con sé la piccola Ada di solo un anno. Nonostante la legge inglese desse ai padri piena custodia dei loro figli in caso di separazione, Byron non rivendicò i suoi diritti di paternità. Il 21 aprile, Byron firmò l’atto di separazione, sebbene con riluttanza, e lasciò per sempre l’Inghilterra pochi giorni dopo. Byron non ebbe alcuna relazione con sua figlia e morì nel 1824 quando lei aveva solo 9 anni; sua madre fu la sola figura familiare importante che ebbe nella sua vita. Ada era spesso malata fin dalla prima infanzia. All’età di otto anni soffriva di cefalea che le procurava problemi alla vista. A giugno del 1829, a causa del morbillo, fu paralizzata e costretta a rimanere a letto per quasi un anno. Solo nel 1831 fu in grado di camminare con l’aiuto di grucce. Nonostante le sue malattie, Ada continuò la sua istruzione. Su iniziativa della madre, terrorizzata dall’idea che Ada potesse dedicarsi alla poesia come suo padre, venne istruita all’età di 17 anni in matematica e scienze da William Frend, William King e da Mary Somerville che aveva tradotto in inglese i lavori di Pierre Simon Laplace e aveva scritto inoltre dei testi utilizzati a Cambridge. La Somerville incoraggiò Ada nel proseguire i suoi studi matematici e tentò inoltre di farle apprendere i principi fondamentali della matematica e della tecnologia ponendoli in una dimensione più vicina alla sfera filosofica e poetica. In seguito ebbe come tutore il celebre matematico e logico Augustus De Morgan, professore all’università di Londra, che si occupò negli anni successivi di introdurre Ada a studi di livello più avanzato, inconsueto per una donna del suo tempo, di algebra, di logica e di calcolo. Dal 1832, le abilità matematiche di Ada cominciarono ad emergere, ed il suo interesse nella matematica dominò tutta la sua vita anche dopo il matrimonio. In una lettera alla madre di Ada, De Morgan l”informò dell’abilità di Ada nella matematica e le disse che poteva portarla a diventare “un eccellente ed originale matematico”, addirittura di eminenza di prima categoria”. Ada era anche dedita alla musica, in particolare amava suonare l’arpa. Ada non incontrò mai la sua giovane sorellastra, Allegra Byron, figlia di Lord Byron e Claire Clairmont, che morì nel 1822 all’età di cinque anni. Ada aveva comunque contatti con Elizabeth Medora Leigh, figlia della sorellastra di Lord Byron. Ada evitò la nipote intenzionalmente quando quest’ultima fu presentata a Corte. Età adulta Il 5 giugno 1833, ad un ricevimento tenuto dalla Somerville, Ada ebbe modo di incontrare Charles Babbage, all’epoca vedovo quarantunenne. Le altre conoscenze furono Sir David Brewster, Charles Wheatstone, Charles Dickens e Michael Faraday. Dal 1834, Lovelace frequentò regolarmente la Corte. Ada ballava abbastanza bene da incantare molte persone. John Hobhouse, amico di Byron, fu l’unico a definirla come una “giovane donna grassa, volgare, scorticata e con qualche caratteristica del padre, particolarmente la bocca”. A causa di ciò, Il 24 febbraio 1834, durante una riunione, Lovelace incontrò Hobhouse e gli disse chiaramente che non aveva una buona opinione di lui (probabilmente a causa dell’influenza di sua madre che la portò ad odiare tutti gli amici del padre). Questa inimicizia non durò tanto, più avanti infatti divennero amici. L’8 luglio 1835 si sposò con William King. Il suo titolo intero per la maggior parte della sua vita coniugale fu “Onorevole Contessa di Lovelace”. La loro residenza si trovava in un grande appezzamento di terreno a Ockham Park, invece in Ockham Surrey ne avevano un altro e possedevano pure una casa a Londra. Ebbero tre bambini; Byron nato il 12 maggio 1836, Anne Isabella (chiamata Annabella, come Lady Anne Blunt) nata il 22 settembre 1837 e Ralph Gordon nato il 2 luglio 1839. Subito dopo la nascita di Annabella, Lovelace fu colpita da una grave malattia, per guarire dalla quale le occorsero diversi mesi. Nel 1841, la madre di Lovelace rivelò ad Ada e Medora Leigh (figlia della sorellastra di Byron), che Byron era il padre di quest”ultima.[15] Il 27 febbraio 1841, Lovelace scrisse a sua madre: “Non sono affatto stupita. Infatti lei conferma soltanto quello che io ho per anni ed anni sospettato, ma ha ritenuto di non dirmi questa cosa impropria”. Lovelace non diede la colpa alla relazione incestuosa a Byron, bensì ad Augusta Leigh: “Io temo che lei sia molto cattiva”.Questo non impedì alla madre di Lovelace di tentare di distruggere la figura di Byron a sua figlia, e cercò in tutti i modi di guidarla ad attaccare ancor di più l’immagine di suo padre. Charles Babbage Ada Lovelace incontrò e corrispose in molte occasioni con Charles Babbage. Ada rimase affascinata dall’universalità delle idee di Babbage e, interessatasi al suo lavoro, iniziò a studiare i metodi di calcolo realizzabili con la macchina differenziale e la macchina analitica. Babbage fu colpito dall’intelletto di Lovelace e delle sue abilità. Lui la chiamò “l’Incantatrice dei Numeri” e nel 1843 le scrisse:”Incantatrice dei numeri, dimentichi questo mondo e tutti i suoi guai e se è possibile, con tutti i suoi numerosissimi ciarlatani perché ogni cosa ha una breve durata”. Durante un periodo di nove mesi dal 1842 al 1843, Lovelace si occupò di tradurre e commentare in lingua inglese alcuni interessanti articoli dell’italiano Luigi Federico Menabrea sugli sviluppi della macchina proposta da Babbage, con una struttura simile a quella della macchina di Turing, alla base dei moderni calcolatori, formata da un “magazzino” (memoria), un “mulino” (CPU), e un lettore di schede perforate (input). Con Menabrea Ada instaurò una corrispondenza, in cui egli la spinse ad aggiungere le sue note – assai più lunghe dello stesso articolo – e in cui i due si scambiarono idee e sogni sulle possibilità delle macchine analitiche. Nel suo articolo, pubblicato nel 1843, la Lovelace descriveva tale macchina come uno strumento programmabile e, con incredibile lungimiranza, prefigurava il concetto di intelligenza artificiale, spingendosi ad affermare che la macchina analitica sarebbe stata cruciale per il futuro della scienza, anche se non riteneva che la macchina potesse divenire pensante similmente agli esseri umani. Ada inoltre corredò il proprio articolo con un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli, che oggi viene riconosciuto come il primo programma informatico della storia. Tuttavia, i biografi dibattono l’estensione dei suoi contributi originali. L’autrice Dorothy Stein nel suo A Life and a Legacy, sostiene che i programmi furono scritti soprattutto da Babbage. In Passages from the Life of a Philosopher(1946), Babbage scrisse:”Io le suggerii di aggiungere delle note alla monografia di Menabrea, un’idea che immediatamente fu adottata. Noi discutemmo insieme alle varie illustrazioni che sarebbero state presentate: io ho contribuito molto anche se lei ha dato un suo determinante tocco personale. Così pure, era stato nel lavoro del programma per la macchina, volto a calcolare i numeri di Bernoulli, dove Lovelace riuscì anche ad individuare un gravissimo errore compiuto da me.” Babbage non dava credito all’influenza di nessuno (oralmente e per iscritto) per il suo lavoro. Lovelace però fu una delle poche persone a capire pienamente le idee di Babbage e grazie a ciò, riuscirono a creare un programma per la macchina analitica; vi sono, in effetti, degli indizi (monografia di Menabrea) dove probabilmente Ada suggerisce anche l’uso di schede perforate del Telaio di Jacquard per la seconda macchina di Babbage. La prosa di Lovelace diede credito anche a delle possibilità della macchina di Babbage che possa “comporre brani musicali elaborati e scientifici”. Successivamente, Lovelace intraprese una corrispondenza anche con personaggi illustri come Michael Faraday e John Herschel. Morte Lovelace morì all’età di 36 anni, il 27 novembre 1852, a causa di un cancro uterino. Fu seppellita nella chiesa di santa Maria Maddalena ad Hucknall, Nottinghamshire, accanto al padre dietro sua richiesta. Primo programma per il computer. Nel 1842 Charles Babbage fu invitato per dare un seminario all’Università di Torino sulla sua macchina analitica. Luigi Menabrea, un giovane ingegnere italiano, e futuro primo ministro dell”Italia, scrisse sulla conferenza di Babbage in francese, e questa trascrizione fu pubblicata di conseguenza nell’ottobre del 1842 alla Bibliothèque Universelle de Genève. Babbage chiese ad Ada Lovelace di tradurre in inglese alcuni interessanti articoli di Luigi Menabrea e di aggiungere le eventuali note. Ada per circa 9 mesi fece questo lavoro che di seguito fu pubblicato in The Ladies Diary e Scientific Memoirs di Taylor sotto le iniziali “A.A.L.”. Nel 1953, più di cento anni dopo la sua morte, furono ripubblicate le note di Lovelace sulla macchina analitica di Babbage. La macchina è stata riconosciuta come un primo modello per il computer e gli appunti di Ada come una descrizione di un computer e software. Le sue note furono identificate alfabeticamente dalla A alla G. Nella nota G, Ada descrive un algoritmo per la macchina analitica per calcolare i numeri di Bernoulli. Generalmente è considerato il primo programma per il computer, e per questo motivo, ella è considerata da molti come la prima programmatrice di computer nella storia. Il linguaggio di programmazione Ada, finanziato e sviluppato dall”United States Department of Defense, è stato chiamato così in suo onore. Il manuale di riferimento per il linguaggio fu approvato il 10 dicembre 1980, ed al relativo Department of Defense Military Standard, “MIL-STD-1815”, fu dato come numero l’anno della sua nascita. Fin dal 1988, la British Computer Society ha dato una medaglia nel suo nome e nel 2008 una competizione annuale iniziò per le studentesse di computer science. Al suo personaggio è ispirato un film del 1997, Conceiving Ada, diretto da Lynn Hershman Leeson, ed è presente nel romanzo steampunk del 1990 La macchina della realtà di Bruce Sterling e William Gibson. (fonte WIKIPEDIA)

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